FAQ – Struttura tariffaria LAMal sottoposta
La nostra sezione FAQ fornisce risposte alle domande più frequenti relative alla struttura tariffaria LAMal sottoposta.
Domande più frequenti (FAQ)
No, non è più previsto alcun supplemento specifico. Viene fatturata solo la prestazione effettivamente erogata. Ciò significa che i costi aggiuntivi per un trattamento eventualmente più lungo o per le spese di amministrazione vengono fatturati nel giorno in cui sono state erogate le prestazioni. Nella nuova tariffa i supplementi sono possibili solo per:
- Indennità di trasferta al km per trattamenti a domicilio su prescrizione
- Trattamento in vasca di deambulazione e piscina
- Materiali di consumo e per l’igiene nella terapia interna del pavimento pelvico
- Secondo/a fisioterapista
La base di fatturazione per l’indennità di trasferta è la distanza effettiva per chilometro indicata da un comune navigatore come percorso diretto, indipendentemente dal fatto che il tragitto per effettuare il trattamento a domicilio sia percorso in bicicletta, in scooter o con un altro mezzo di trasporto.
No. Esiste un’unica posizione tariffale mediante la quale viene rimborsato il tempo di trasferta in base ai chilometri percorsi, a prescindere dal veicolo.
Scambio di informazioni attinenti al caso e rilevanti ai fini terapeutici con professionisti del settore:
- Organizzazione di discussioni/consulenze multi, intra e interprofessionali
- Svolgimento di discussioni/consulenze multi, intra e interprofessionali
- Elaborazione di programmi di esercizi e di programmi da svolgere a casa se non è possibile farlo in presenza del paziente per via del setting in cui si effettua la terapia.
- Valutazione di un consulto
- Studio di atti di terzi/documenti di altri fornitori di prestazioni. Consultazione di informazioni specifiche sul caso e rilevanti ai fini terapeutici, se necessario
- Scambio di informazioni con altre persone, necessario per il raggiungimento dell’obiettivo fisioterapico, qualora ciò non possa avvenire in presenza del paziente
Sì (come per ogni posizione), 60 min. ogni 9 sedute. Oppure 75 min. per i bambini fino a 12 anni.
Sì, conformemente all’art. 5 OPre.
Sì, sono riportati nell’Allegato 2 alla Convenzione tariffale:
- 1 apparecchio cardio (allenamento cardiovascolare)
- 1 apparecchio per gli arti inferiori
- 1 apparecchio per gli arti superiori
- 1 apparecchio per il tronco
- 2 postazioni di lavoro libere
Sì. A differenza del settore AINF/AM/AI, nel settore LAMal possono allenarsi contemporaneamente al massimo 8 pazienti sotto la supervisione di un fisioterapista.
Gli apparecchi robotici sono dotati di più assi meccanici e supportano le parti del corpo nei movimenti nello spazio. Inoltre, vengono utilizzati feedback uditivi, tattili o visivi, che forniscono al paziente un riscontro immediato durante l’esercizio.
Arti superiori:
grazie a diversi fattori (allevio del peso, guida dei movimenti ecc.), la terapia robot‐assistita per gli arti superiori consente di eseguire gli esercizi con un elevato numero di ripetizioni.
Arti inferiori:
la terapia robot‐assistita per gli arti inferiori è una forma di trattamento che supporta la terapia in posizione eretta o durante la deambulazione, la intensifica (grazie a un numero maggiore di ripetizioni) o la rende in primo luogo possibile (mediante la riduzione del carico e la guida dei movimenti). Con la terapia robot‐assistita si perseguono diversi obiettivi, tra cui il miglioramento della deambulazione, la riduzione della spasticità, la regolazione dell’apparato digerente e il miglioramento dello stato cardiovascolare.
Gli apparecchi sotto indicati soddisfano i criteri per un trattamento adeguato e, in questo contesto, devono essere considerati un riferimento per gli standard qualitativi da rispettare.
Esempi di apparecchi robotici per gli arti superiori:
- Armeo®Spring, Hocoma
- Armeo®Power, Hocoma
- Diego®, tyromotion
Esempi di apparecchi robotici per gli arti inferiori:
- Lokomat®, Hocoma
- Ekso, ekso Bionics
Se si utilizzano altri apparecchi, la qualità del trattamento deve essere equivalente a quella degli esempi sopra riportati.
In linea di massima la LAMal non prevede un formulario obbligatorio. Fondamentalmente si raccomanda di utilizzare il formulario LAINF. I partner tariffali verificano se sia opportuno adattarlo all’uso in ambito LAMal.
Una fattura può comprendere posizioni di entrambe le strutture tariffali. Va applicata la struttura tariffale in vigore alla data di erogazione della prestazione.
No. Poiché la richiesta di garanzia di assunzione dei costi deve essere redatta e presentata dal medico prescrivente, i termini non possono essere disciplinati dalla struttura tariffale della fisioterapia.
L’ingresso dei fisioterapisti è già compreso nella posizione del trattamento, pertanto non si conteggia più a parte. L’ingresso (o i costi di utilizzo) per i pazienti si fattura mediante la posizione supplementare 27820.
Con le diverse posizioni, da un lato si tiene conto di varie infrastrutture (domicilio, ippoterapia, terapia in vasca di deambulazione o piscina), dall’altro si differenziano le limitazioni per i diversi gruppi di pazienti.
I settori LAMal e AINF/AM/AI si differenziano nelle basi giuridiche e nei compiti/ruoli degli assicuratori.
Ciò che contraddistingue una terapia «complessa» è il maggior onere in termini di tempo, che sia dedicato al trattamento stesso o a compiti amministrativi. Poiché la differenza fra un trattamento complesso e un trattamento generale ora viene retribuita tramite il tempo aggiuntivo riservato al trattamento e alle prestazioni in assenza, e quindi è possibile prolungare la durata del trattamento, la distinzione fra trattamento generale e complesso non è più necessaria.
Il supplemento al forfait era giustificato dal maggior onere in termini di tempo. Questa motivazione viene meno perché l’onere aggiuntivo per il trattamento e per le prestazioni in assenza può essere fatturato aumentando la durata del trattamento o il volume delle prestazioni in assenza. Ogni prestazione viene così remunerata in base all’onore effettivo.
La nuova convenzione non apporta modifiche riguardo all’obbligo di supervisione da parte di un fisioterapista diplomato. Ai sensi della LaMal la supervisione da parte di un fisioterapista diplomato è obbligatoria già oggi e pertanto non rappresenta una novità.
La supervisione è necessaria per garantire la qualità della MTT. Anche se i pazienti si allenano per gran parte del tempo da soli, si tratta comunque di una prestazione fisioterapica che deve quindi essere assistita. I costi per la supervisione, ossia il salario dei fisioterapisti diplomati, sono considerati nella quantità di punti tariffali per la MTT.
Per l’attuazione nella pratica quotidiana è possibile, ad esempio, limitare gli orari della MTT a determinate fasce di tempo. È lecito aspettarsi un certo livello di impegno da parte dei pazienti, visto che la MTT è parte integrante del trattamento di fisioterapia.
La nuova struttura tariffale valuta le posizioni in base ai costi sostenuti per fornire le prestazioni. Nell’introduzione alla MTT si considerano anche i costi della relativa infrastruttura. Poiché l’infrastruttura per MTT genera in media costi più elevati di un locale per trattamento, l’introduzione alla MTT riceve una remunerazione più alta del trattamento individuale.
La nuova struttura tariffale valuta le posizioni in base ai costi sostenuti per fornire le prestazioni. Oltre ai costi salariali vengono considerati anche i costi relativi all’infrastruttura necessaria.
Poiché l’infrastruttura per un trattamento a domicilio differisce in modo significativo da quella per un trattamento in studio ed è nel complesso più esigua, per il trattamento a domicilio è stata creata una posizione tariffale a sé stante. Di conseguenza questa prestazione è remunerata meno del trattamento in studio.
Sia la struttura tariffale LAINF sia quella LAMal sono il risultato di trattative con i partner tariffali competenti. Può quindi essere che fra i due sistemi tariffali vi siano delle differenze.
Tuttavia Physioswiss si impegna affinché nel processo di ulteriore sviluppo delle tariffe si giunga quanto più possibile a un’uniformazione delle regole di remunerazione nei due sistemi tariffali.
In linea generale, in futuro il tempo di trasferta non sarà remunerato meno, ma in modo diverso. Con il forfait attuale i percorsi brevi sono remunerati meglio di quelli lunghi. Con la nuova struttura tariffale il tempo di trasferta viene remunerato in proporzione all’onere effettivo.
In pratica ciò significa che i percorsi brevi saranno remunerati meno rispetto all’attuale forfait, mentre quelli lunghi otterranno una remunerazione più alta. Ciò consentirà di coprire i costi anche di distanze più lunghe, il che rappresenta un vantaggio soprattutto per l’assistenza nelle regioni rurali.
Perché le prestazioni di prevenzione delle cadute sono nuove e perciò esulano dal principio di neutralità dei costi. Per questo motivo non si è dovuto sottoporre a normalizzazione le prestazioni di prevenzione delle cadute, che quindi al momento sono valutate più delle prestazioni comparabili. Al termine della fase di neutralità dei costi (3 anni dopo l’introduzione di una tariffa) queste posizioni saranno unificate con le altre posizioni di trattamento. A quel punto bisognerà sottoporle di nuovo a valutazione.
La nuova struttura tariffale valuta le posizioni in base ai costi sostenuti per fornire le prestazioni. Nel caso dell’ippoterapia questi costi sono nettamente maggiori, poiché va tenuto conto di spese aggiuntive per il cavallo, il suo accudimento e per il conducente. I costi d’infrastruttura risultano così decisamente più alti, il che si riflette nella maggiore remunerazione per ogni 5 minuti.
La valutazione più alta non significa però che l’ippoterapia sia considerata più importante di altre forme di terapia. Piuttosto, essa tiene conto di costi di erogazione della prestazione effettivamente più elevati.
Poiché l’ippoterapia costituisce solo una quota molto piccola dei costi totali della fisioterapia, è ridotta anche la quantità totale di punti tariffali che le spetta. Nel contesto della neutralità dei costi, pertanto, la valutazione dell’ippoterapia influisce sul fattore di normalizzazione solo in misura minima.
La robotica è una prestazione fisioterapica esistente e può essere fatturata già oggi con la tariffa attualmente in vigore. La nuova struttura tariffale valuta le posizioni in base ai costi sostenuti per fornire le prestazioni. Poiché i costi d’infrastruttura per la robotica sono nettamente più alti, risulta più alta anche la relativa remunerazione.
Tuttavia la quota della robotica rispetto ai costi totali della fisioterapia è inferiore all’1% ed è quindi troppo bassa per avere un impatto percepibile sulla valutazione delle altre posizioni tariffali.
Nelle posizioni tariffali è prevista un’infrastruttura moderna e adeguata. È possibile negoziare una remunerazione più alta per un’infrastruttura particolarmente moderna solo in presenza di dati rappresentativi che dimostrino che un’infrastruttura particolarmente moderna renderebbe la terapia più efficiente o qualitativamente migliore. Attualmente tali dati non sono disponibili. Pertanto, secondo le disposizioni di legge, le casse malati non possono finanziare con un prezzo maggiore un’infrastruttura particolarmente moderna. Né sono ammesse più posizioni tariffali per la stessa prestazione con diverse attrezzature da studio (ad. es. di livello basso, medio, alto). In questo caso le casse malati possono rimborsare solo la prestazione meno costosa.
Le posizioni supplementari per le competenze ampliate (a livello di conoscenze e di capacità) non sono di facile attuazione, perché bisogna tenere conto dei criteri EAE (efficacia, appropriatezza, economicità). Una remunerazione maggiore sarebbe pertanto giustificata solo se un corso di formazione/perfezionamento rendesse la terapia più efficiente o qualitativamente migliore. Ma non è il caso di molte terapie d’uso corrente.
L’entità della remunerazione è determinata principalmente dal valore del punto tariffale. Una struttura tariffale aggiornata e al passo con i tempi, tuttavia, pone le basi per poter negoziare valori di punto tariffale più elevati. Per questo, come primo passo è stato necessario elaborare e negoziare una nuova struttura tariffale.
L’obiettivo di una nuova struttura tariffale è contemplare tutte le prestazioni di fisioterapia rilevanti in ambito AOMS. Essa deve consentire una fatturazione il più possibile trasparente e dettagliata che renda ben chiaro quali prestazioni sono state effettuate. Una struttura tariffale deve anche ponderare le singole prestazioni le une rispetto alle altre e valutare i costi secondo un rapporto equilibrato. Tale valutazione si è basata su dati aggiornati, precisi e significativi.
La nuova struttura tariffale raggiunge i seguenti obiettivi: rafforza la fisioterapia, aumenta la responsabilità personale dei fisioterapisti, consente di strutturare la terapia in base alle esigenze individuali dei pazienti e rende visibile quali prestazioni sono state effettuate. Al tempo stesso sono state risolte disparità di remunerazione che non erano più giustificabili con oneri o costi d’infrastruttura diversi.
La struttura tariffale non consente, di per sé, di ottenere un miglioramento generale della remunerazione dal punto di vista economico. Consente solo una redistribuzione della quantità di punti tariffali e una rappresentazione delle prestazioni fornite più precisa e vicina alla pratica. Un aumento generale della remunerazione è possibile solo attraverso il valore del punto tariffale.
Per questo Physioswiss continua a impegnarsi con forza per un sostanziale aumento dei valori di punto tariffale. Le trattative sui valori di punto tariffale sono iniziate già all’inizio del 2024 e a fine 2024 sono state attivate le relative procedure di fissazione. Anche se la decisione sui nuovi valori di punto tariffale potrebbe richiedere ancora tempo, tali valori saranno fissati con effetto retroattivo a partire dal 1o gennaio 2026. Eventuali aumenti potranno quindi essere corrisposti successivamente.
Con la nuova struttura tariffale i partner volevano, fra l’altro, che l’onere effettivo fosse remunerato nel modo più preciso possibile. L’intervallo di 5 minuti consente inoltre di pianificare e strutturare il trattamento in base alle esigenze individuali del paziente.
Il passaggio richiede senz’altro alcuni adattamenti, sia da parte dei fornitori di prestazioni sia da parte dei pazienti. Le esperienze in altri settori della sanità mostrano tuttavia che di norma, dopo una breve fase di transizione, i nuovi modelli di fatturazione e pianificazione vengono accettati e applicati con successo nella pratica quotidiana.
È possibile fatturare privatamente questo tempo al paziente, purché questi sia stato informato in via preventiva che gli appuntamenti saltati vengono addebitati privatamente. In questo caso si può addebitare il prezzo che sarebbe stato fatturato per la terapia. Anche quando un paziente si presenta all’appuntamento troppo tardi può essergli addebitata la conseguente perdita di reddito. Se in quel lasso di tempo è stato possibile effettuare un’altra prestazione fatturabile (prestazioni in assenza) allora il tempo non deve essere addebitato al paziente. L’addebito è possibile solo se in quel lasso di tempo non è stato effettivamente possibile erogare altre prestazioni fatturabili.
Riassumendo: all’assicurazione malattie è possibile fatturare solo le prestazioni effettivamente erogate. Gli appuntamenti saltati o i ritardi dei pazienti non possono essere fatturati all’assicurazione malattie.
La preparazione e il ripristino del locale vengono fatturati tramite il tempo di attesa ed è così che sono contemplati nella tariffa. Vi rientrano attività come areare, disinfettare, riordinare, pianificare appuntamenti, salutare i pazienti al loro arrivo e congedarli. Il tempo tra il paziente A e il paziente B viene solitamente attribuito al paziente A. Solo se per un trattamento si rendono necessari preparativi specifici, questi vengono attribuiti al relativo paziente. Se possibile, tali preparativi vanno svolti in presenza del paziente.
La base per calcolare l’indennità di trasferta è la distanza effettiva in chilometri indicata da un comune navigatore come percorso diretto, indipendentemente dal fatto che il tragitto per recarsi a effettuare il trattamento a domicilio sia percorso in bicicletta, in scooter o con un altro mezzo di trasporto.
In linea generale, si considera sempre la partenza dallo studio fino al primo domicilio. Il tragitto di ritorno allo studio viene attribuito all’ultimo paziente. L’indennità di trasferta viene calcolata per chilometro effettivamente coperto con percorso diretto.
- Prenotazione degli appuntamenti (nello studio o per telefono) (è già conteggiata nella posizione di trattamento, purché effettuata nel tempo di trattamento)
- Emissione e verifica delle fatture
- Amministrazione generale (ad es. procurarsi autorizzazioni dal Cantone e dalla Confederazione, questioni assicurative, organizzazione di pulizie/manutenzioni/riparazioni, corrispondenza generale)
- Preparazione e ripristino dei locali (ad es. aerare, pulire, reintegrare i materiali di consumo ecc.) (rientrano nel tempo di attesa e vengono già conteggiati nella relativa posizione del trattamento)
- Attività generali nello studio prima dell’inizio o dopo la fine del lavoro (ad es. pulire, riordinare, fare il bucato, tenere la contabilità)
Sì, per ogni seduta il fisioterapista decide in autonomia quanto dura il trattamento (nel rispetto dei limiti vigenti). Per ogni seduta vanno rispettati i criteri EAE (efficace, appropriato ed economico). Il tempo di trattamento deve essere adattato in base alle necessità mediche, come per la visita di un medico di famiglia. La durata di una prestazione varia fra i 5 minuti e il massimo stabilito per quella posizione.
All’atto della verifica delle fatture, gli assicuratori possono richiedere in qualsiasi momento una motivazione del tempo impiegato. Pertanto è bene documentare come è stata determinata la durata del trattamento.
No, in ambito LAMal non è necessario. Gli assicuratori malattie devono farsi carico delle prime 4 prescrizioni, purché queste siano emesse da un medico e la terapia sia conforme ai criteri EAE.
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